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Guida Enogastronomica

I primi

Il prodotto base di molti primi piatti teramani è la “scrippella”. Molto simile alla crêpe francese, la preparazione classica è quella delle “scrippelle mbusse”, farcite con parmigiano arrotolate, e servite mbusse, ossia bagnate, con il brodo di gallina o di maiale. Con le scrippelle si preparano anche i cannelloni, farciti con ragù di carne mista o con ricotta e spinaci e conditi con il sugo. La scrippella costituisce poi l’elemento base del timballo teramano. Viene utilizzata al posto della sfoglia, tipica invece nel resto d’Abruzzo.

Tra le minestre spicca la gustosissima pasta e fagioli, fatta con borlotti, un soffritto di sedano, carote e cipolla, del battuto di lardo e condita con pomodoro, maggiorana, pepe e peperoncino.

Condimento tipico teramano è il sugo di pallottine: minuscole polpettine di carne, preparate minuziosamente a mano con macinato di manzo, uovo, parmigiano e noce moscata.

I secondi

Tante ed originali sono le preparazioni che derivano in gran parte dalle tradizioni del mondo agricolo e pastorale. Il tacchino alla canzanese, è un piatto antico e tradizionale. Il tacchino viene disossato e cotto per oltre dieci ore al forno a legna, assieme alle ossa, alle zampe e al collo del tacchino. Durante le festività pasquali è d’uso prepararlo alla “cacie e ove” (cacio e uovo), uno spezzatino che, a fine cottura, prevede l’aggiunta di un preparato di uova sbattute, formaggio pecorino e limone grattugiato. Legati al mondo della pastorizia, gli arrosticini di pecora sono il simbolo della cucina abruzzese nel mondo. Si tratta di spiedini formati da piccoli pezzi di carne ovina, infilati su bastoncini di legno. La cottura viene effettuata con brace o carbonella di quercia o di faggio. Famosissima è la porchetta, gustosa pietanza di origini italiche (X secolo a.c.). Si prepara con un maiale di piccole dimensioni, spaccato a metà e disossato.

I dolci

Legati in genere alle feste e alle ricorrenze religiose,ma consumati in ogni occasione, i dolci teramani si distinguono per la loro tipicità e varietà.
Famosi sono quelli natalizi: i bocconotti e le sfogliatelle, fatti con un ripieno di marmellata d’uva ed altri ingredienti come mandorle tritate e cedro; i caggionetti, grossi ravioli di pasta sfoglia, ripieni di crema di castagne e ceci lessati, cioccolato, rhum, miele ed altri ingredienti ancora, fritti e conditi con zucchero e cannella.

Durante il Carnevale, oltre ai già citati ravioli fritti è tradizione consumare le neole e le frappe. Nel periodo di Quaresima si consumano i tarallucci, fatti con farina, zucchero e olio. Ci sono anche quelli con l’anice, ottimi con il vino. Tipiche della festa di San Giuseppe (19 marzo), sono le zeppole, ciambelline fatte con impasto di miele, farina, uova e vino cotto, fritte o al forno e riempite di crema pasticcera.

Il dolce di Atri è il Pan Ducale. È un prodotto, la cui ricetta risale al 1300, fatto di uova, farina e mandorle e farcito con cioccolato fondente.

L’olio extravergine di oliva Pretuziano 

Il termine pretuziano prende il nome dai Pretuzi, popolo italico che visse nel territorio teramano a partire dal III secolo a.C. La denominazione di origine protetta “Pretuziano delle Colline Teramane” è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle olive appartenenti alle seguenti varietà: Leccino, Frantoio e Dritta congiuntamente fino al 75%; varietà locali minori, tra le quali sono maggiormente diffuse il Tortiglione, la Carboncella e la Castiglionese, per il restante 25%.

La zona di produzione è nella fascia collinare che attraversa tutta la provincia, delimitata ad est dal mare Adriatico e ad ovest dal massiccio del Gran Sasso.

A livello organolettico l’olio presenta un colore giallo-verdognolo, un odore fruttato e un sapore di media intensità.

Il vino

Quella teramana è una produzione vitivinicola di assoluta qualità. Oltre al ben noto Montepulciano, conosciuto e premiato in tutto il mondo, sono presenti vini locali di grande carattere come il Trebbiano, la Passerina, il Pecorino e il Montonico.
Il Montepulciano d’Abruzzo presente dal 1700, è un vitigno a bacca rossa, ha un colore rosso rubino intenso ed un profumo con sensazioni complesse. Il Montepulciano giovane è particolarmente indicato per accompagnare primi piatti. Sottoposto ad invecchiamento si sposa bene con carni e formaggi stagionati.

Il Trebbiano d’Abruzzo, vitigno a bacca bianca. Il vino si presenta con un colore giallo paglierino ed un odore fine che varia dai fiori di ginestra e biancospino. Si abbina perfettamente ai primi piatti in bianco e ai piatti di pesce.

Il Pecorino è presente da lungo tempo in Abruzzo. Quasi scomparso è stato riscoperto e rimesso in produzione solo negli ultimi anni. Il vino è di colore giallo paglierino, con intensi profumi di fiori di campo e agrumi maturi. Al gusto è fresco, caldo ed intenso. Facile da abbinare con piatti strutturati, formaggi freschi e stagionati e pesce.

Il Montonico, vitigno autoctono, a bacca bianca, presente fin dall’epoca romana in provincia di Teramo. Il vino si presenta con un colore giallo, con profumi di fruttato e spezie, morbido e con una discreta acidità in bocca.

La Passerina, vitigno a bacca bianca. Il vino è di colore giallo paglierino, con odori di floreale e frutta. Si abbina perfettamente ai primi piatti in bianco e al pesce in generale.

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